{"id":39589,"date":"2022-05-31T12:09:01","date_gmt":"2022-05-31T10:09:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.comune.osimo.an.it\/?p=39589"},"modified":"2023-01-04T09:32:22","modified_gmt":"2023-01-04T08:32:22","slug":"attenzione-peste-suina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/prenotazioni.comune.osimo.an.it\/?p=39589","title":{"rendered":"ATTENZIONE: PESTE SUINA"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.comune.osimo.an.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/opuscoli-Poster-382-allegato.pdf\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"721\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.comune.osimo.an.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/opuscoli-Poster-382-allegato-721x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-39590\" srcset=\"https:\/\/prenotazioni.comune.osimo.an.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/opuscoli-Poster-382-allegato-721x1024.png 721w, https:\/\/prenotazioni.comune.osimo.an.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/opuscoli-Poster-382-allegato-211x300.png 211w, https:\/\/prenotazioni.comune.osimo.an.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/opuscoli-Poster-382-allegato-768x1090.png 768w, https:\/\/prenotazioni.comune.osimo.an.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/opuscoli-Poster-382-allegato-750x1064.png 750w, https:\/\/prenotazioni.comune.osimo.an.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/opuscoli-Poster-382-allegato.png 1016w\" sizes=\"(max-width: 721px) 100vw, 721px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n<p><\/p>\n<p>La Peste Suina Africana <em>\u00e8 <\/em>arrivata in Italia, questo documento con domande e risposte <em>\u00e8 <\/em>redatto secondo quanto comunicato dal Ministero della Salute<\/p>\n<p>Che cos&#8217;\u00e8 la peste suina africana&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 una infezione virale che colpisce i suidi domestici e selvatici, non trasmissibile all\u2019uomo. \u00c8 una malattia altamente infettiva&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; spesso mortale per gli animali colpiti, non esiste un vaccino.<\/p>\n<p>La PSA \u00e8 una malattia altamente infettiva <em>e <\/em>diffusiva. I suini ed i cinghiali si contagiano attraverso:<\/p>\n<ul>\n<li>contatto con animali infetti, compreso il contatto tra suini che pascolanq all\u2019aperto e cinghiali selvatici<\/li>\n<li>ingestione di carni o prodotti a base di carne di animali infetti: scarti di cucina, broda a base di rifiuti alimentari e carne di cinghiale selvatico infetta (comprese le frattaglie)<\/li>\n<li>contatto con qualsiasi oggetto contaminato dal virus, come abbigliamenti, veicoli e altre<\/li>\n<\/ul>\n<p>La circolazione di animali infetti, i prodotti a base di carne di maiale contaminatr e lo smaltimento illegale di carcasse sono le modalit\u00e0 pi\u00f9 rilevanti di diffusione della malattia.<\/p>\n<p>La PSA <em>\u00e8 <\/em>una malattia pericolosa per l&#8217;uomo?<\/p>\n<p>No. Questa malattia non \u00e8 trasmissibile all&#8217;uomo n\u00e9 attraverso il contatto dirett con animali malati, n\u00e9<\/p>\n<p>tramite alimenti di origine suina. L&#8217;uomo pu\u00f2 per\u00f2 essere veicolo di trasmissione del virus attraverso la contaminazione di veicoli, indumenti, attrezzature, cibo di origine o contenente carne suina, anche stagionata.<\/p>\n<p>Quali sono i segni e i sintomi della peste suina africana? I sintomi principali negli animali colpiti sono:<\/p>\n<ul>\n<li>febbre<\/li>\n<li>perdita di appetito<\/li>\n<li>debolezza del treno posteriore con conseguente andatura incerta<\/li>\n<li>difficolt\u00e0 respiratorie e secrezione oculo-nasale<\/li>\n<li>costipazione<\/li>\n<li>aborti spontanei<\/li>\n<li>emorragie interne<\/li>\n<li>emorragie evidenti su orecchie e fianchi<\/li>\n<\/ul>\n<p>La presenza del virus nel sangue (viremia) dura dai 4 ai 5 giorni; il virus circola associato ad alcuni tipi di cellule del sangue, causando la sintomatologia che conduce inevitabilmente al decesso dell&#8217;animale, spesso in tempi rapidissimi.<\/p>\n<p>GU animali che superano la malattia possono restare portatori del virus, dunque un ruolo fondamentale per la persistenza del virus nelle aree endemiche e per la sua trasmissione.<\/p>\n<p><strong>Il virus <\/strong>\u00e8 <strong>dotato di una buona resistenza in ambiente esterno e pu\u00f2 rimanere vitale anche fino a 100 giorni<\/strong><\/p>\n<p>sopravvivendo all&#8217;interno dei salumi per alcuni mesi o resistendo alle alte temperature. Nel sangue prelevato \u00e8 rilevabile fino a 18 mesi.<\/p>\n<p>Cosa si deve fare per evitare l&#8217;ingresso della peste suina africana in un allevamento di suini<\/p>\n<p>Al fine di evitare l&#8217;ingresso della malattia in un allevamento si devono applicare&#8217; le norme di bio sicurezza previste nel Piano nazionale, la sorveglianza passiva nel settore domestico e nel selvatico.<\/p>\n<p>Nel Piano si fa particolare riferimento alle possibilit\u00e0 di contatto con i selvatici, responsabili del mantenimento del virus nell&#8217;ambiente e della sua diffusione in virt\u00f9 delle grosse distanze che i gruppi di cinghiali sono in grado di coprire anche giornalmente, alle operazioni di pulizia e disinfezione in azienda. corretta gestione delle norme igienico-sanitarie del personale, etc.<\/p>\n<p>Cosa devo fare <em>se <\/em>trovo una carcassa di cinghiale?<\/p>\n<p>\u00c8 fondamentale informare il servizio veterinario dell&#8217;ASL competente sul territorio, la Polizia Provinciale o Municipale in modo che possano essere attivate le procedure diagnostiche ed allo smaltimento della carcassa in sicurezza.<\/p>\n<p>\u00c8 fondamentale non spostare la carcassa.<\/p>\n<h1>. Cosa devo fare per evitare di diffondere, in modo inconsapevole, il virus nel territorio?<\/h1>\n<p>\u00c8 indispensabile adottare un serie di comportamenti corretti <em>e <\/em>di precauzioni per prevenire la diffusione della malattia che riportiam1 sinteticamente ed indirizzati a diverse tipologie di utenti.<\/p>\n<h1>Per tutti:<\/h1>\n<ul>\n<li>Non portare in Italia dalle zone infette (del nostro o in altri Paesi dell&#8217;Unione Europea o Paesi Terzi) prodotti a basf&#8217; di carne suina o di cinghiale, quali, ad esempio, carne fresca e carne surgelata, salsicce, prnsciutti, lardo, che non siano etichettati con bollo sanitario ovale<\/li>\n<li>Smaltire i rifiuti alimentari, di qualunque tipologia, in contenitori idonei <em>e <\/em>chiusi e non<\/li>\n<\/ul>\n<p>somministrarli per nes;una ragione ai suini domestici o ai cinghiali<\/p>\n<ul>\n<li>Non lasciare rifiuti alimentari in aree accessibili ai cinghiali<\/li>\n<li>Informare tempestivamente i servizi veterinari del ritrovamento di una carcassa di cinghiale<\/li>\n<\/ul>\n<h1>Per i cacciatori<\/h1>\n<ul>\n<li>Pulire e disinfettare le attrezzature, i vestiti, i veicoli e i trofei prima di lasciare l&#8217;area di caccia;<\/li>\n<li>eviscerare i cinghiali abbattuti nelle modalit\u00e0 previste dalla normativa vigente;<\/li>\n<li>evitare i contatti con maiali domestici dopo aver cacciato<\/li>\n<\/ul>\n<h1>Per gli allevatori<\/h1>\n<ul>\n<li>Rispettare le norme di sicurezza, in particolare il cambio di abbigliamento e calzature quando si entra o si lascia l\u2019allevamento e scongiurare i contatti anche indiretti con cinghiali o maiali di altri allevamenti;<\/li>\n<li>notificare tempestivamente ai servizi veterinari sintomi riferibili alla PSA e episodi di mortalit\u00e0 anomala<\/li>\n<\/ul>\n<p>Cosa fare in caso di comparsa, i sintomi di malattia sopra descritti nei suini domestici, o di mortalit\u00e0<\/p>\n<h1>di suini negli allevamenti?<\/h1>\n<ul>\n<li>avvertire immediatamente il servizio veterinario della ASL<\/li>\n<li>non avvicinarsi alle carcasse e non consentire a nessuno di avvicinarsi<\/li>\n<li>non portare fuori dall&#8217;allevamento animali ed oggetti<\/li>\n<li>attendere l&#8217;intervento del Servizio veterinario della ASL per l&#8217;adozione dei provvedimenti stabiliti dalla normativa vigente<\/li>\n<\/ul>\n<p>Gli allevamenti familiari costituiscono un pericolo nella diffusione della Peste Suina Africana?<\/p>\n<p>Gli allevamenti privati di suini per autoconsumo rappresentano comunque un rischio di diffusione del virus nell&#8217;ambiente <em>e <\/em>di contagio.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario impedire che animali selvatici vengano a contatto con gli animali allevati, soprattutto se questi sono allevati anche all&#8217;aperto, mediante recinzioni e altre misure nel Piano Nazionale di previste Sorveglianza per la PSA. &nbsp;&nbsp;I cani e i gatti che hanno accesso agli allevamenti suinicoli non rappresentano un pericolo; tuttavia \u00e8 opportuno evitare che vengano a contatto con i suini per escludere precauzionalmente che possano diventare un veicolo passivo d\u00ec trasmissione della malattia ad altri allevamenti o di portare il virus all&#8217;interno dell&#8217;allevamento interessato.<\/p>\n<p>\u00c8 buona norma osservare il comportamento degli animali e segnalare qualsiasi sintomo anomalo al Servizio veterinario.<\/p>\n<p>Cosa fare se muore un suino in un allevamento rurale da autoconsumo familiare?<\/p>\n<p>In caso di decesso anche di un singolo animale, o in caso di comparsa d1 sintomi Jospetti, occorre effettuare una segnalazione al Servizio veterinario della ASL al fine di procedere con gli opportuni accertamenti diagnostici e l&#8217;applicazione delle misure di prevenzione previste.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Peste Suina Africana \u00e8 arrivata in Italia, questo documento con domande e risposte \u00e8 redatto secondo quanto comunicato dal Ministero della Salute Che cos&#8217;\u00e8 la peste suina 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